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Il Centro per l'Impiego di Napoli ha rappresentato per me una piacevole sorpresa. Gli impiegati e gli operatori svolgono il loro lavoro con una competenza e una disponibilità che, devo ammettere, non mi aspettavo. Si distinguono per gentilezza, simpatia e, soprattutto, per l'efficienza con cui gestiscono le pratiche, anche in un contesto a volte complicato da protocolli che sembrano assurdi ma che loro seguono con buon senso e professionalità. Il problema principale però riguarda l'accesso al centro. Per poter interfacciarsi con questi impiegati eccellenti, si deve passare attraverso una guardia giurata che, inspiegabilmente, sembra vivere in un film poliziesco degli anni '80, o peggio, in uno scadente porno di quegli anni. L'atteggiamento di questa persona è decisamente fuori luogo: esercita il suo ruolo con un'arroganza e una freddezza che rasentano il sadismo, impedendo alle persone disperate di entrare o persino di comunicare con gli impiegati, quasi traendone piacere. In un caso, stavo parlando con una gentilissima impiegata attraverso il cancello (il centro infatti sembra una prigione al contrario, dove tutti vogliono entrare ma una sorta di barriera lo impedisce) e, volendo continuare la conversazione per chiarimenti, la guardia mi ha interrotto con un atteggiamento sprezzante, dicendo: 'È già tanto se ti ha parlato la prima volta.' Se si riuscisse a migliorare questo aspetto legato all'accoglienza e all'accesso, il centro sarebbe davvero un esempio virtuoso di come dovrebbero funzionare i servizi pubblici."